Come sta crescendo di importanza l’ESG nelle aziende, quali sfide comporta per le imprese e i professionisti? Lo scopriamo conversando con la commercialista Alessia Danese, partner InAzienda di Vicenza e SDG Action Manager.
Alessia, congratulazioni per la tua recente abilitazione come SDG Action Manager e la qualifica di auditor per i sistemi di gestione ESG. Potresti spiegarci cosa queste qualifiche significano per te a livello professionale?
Grazie Massimo, partendo dalla prima domanda, queste qualifiche sono per me importantissime per lo sviluppo del mio business in quanto il 10.11.22 il Parlamento Europeo ha approvato la Corporate Sustainability Reporting Directive, CSRD, che obbliga le imprese (che hanno determinate dimensioni) alla rendicontazione ESG (Environmental, Social and Governance).
Le imprese devono fornire una rendicontazione adeguata in merito alla ‘sostenibilità’ delle proprie attività – con particolare riguardo al rispetto dei diritti umani, sociali e dell’ambiente (fattori di governance ESG) – sulla base di criteri comuni, definiti a livello UE, La certificazione della rendicontazione ESG (CSR) da parte di soggetti abilitati allo svolgimento della revisione legale è quindi obbligatoria. Questo, inoltre, obbligherà anche le aziende di dimensioni minori ma che hanno rapporti commerciali con le grandi aziende (obbligate alla certificazione), a certificarsi a loro volta se vogliono mantenere suddetti rapporti perché la certificazione abbraccia tutta la catena del valore.
Qual è stata la tua motivazione per specializzarti in sostenibilità ESG e quali sono state le sfide che hai dovuto superare per raggiungere questo traguardo?
È da anni che per la professione di commercialista o per le cariche istituzionali che ricopro, predispongo bilanci sociali per imprese o enti pubblici; prestando attenzione anche all’evoluzione della sensibilità delle imprese internazionali, ben documentata da molti articoli e studi tratti da Harvard Business Review, ho rafforzato la mia convinzione che un’impresa non è solo un ente che ha come obiettivo principale la produzione di ricchezza per gli investitori, ma è un microcosmo dove gli interessi in gioco sono di molti, non solo dell’imprenditore che investe il proprio denaro, ma ingloba tutte le parti in causa (i c.d. stakeholders) e sono tantissimi, a partire dai dipendenti a cui di deve assicurare dignità salariale e rispetto nel luogo di lavoro, a tutta la catena produttiva, dal sub fornitore al cliente finale, dalla comunità in cui l’azienda opera, le famiglie, gli istituti di credito per allargarsi ai mercati in cui vende. Ci sono stati numerosi esempi in cui attorno ad un’azienda si è sviluppata un’intera comunità sociale e, per chiudere il mio pensiero, sono convinta che le aziende abbiano una responsabilità, un dovere sociale molto alto, di assicurare la business continuity, e non solo nel presente, ma con lo sguardo proiettato alle nuove generazioni.
Perché, secondo te, la consulenza ESG è fondamentale per le aziende oggi e come pensi che essa influenzerà il futuro del mondo degli affari?
L’obiettivo ultimo di un sistema di gestione per la sostenibilità è assicurare la Business Continuity dell’Organizzazione. Un’Organizzazione gestita consapevolmente e responsabilmente è una realtà sana, che ha futuro e genera interesse, diventa attrattiva per molti soggetti diversi, diventa affidabile da un punto di vista creditizio, se è attrattiva molti talenti vorranno lavorare in questa realtà, investitori esterni vorranno investirci, questo sicuramente genererà valore e, di conseguenza, continuità di crescita e di business.
In che modo la tua formazione come commercialista ha influenzato il tuo approccio alla sostenibilità ESG e alla tua nuova posizione di consulente?
I principi che regolano un sistema ESG sono i PES (principi etici sociali), sono 31 e molti di loro (ben 18) fanno riferimento alla governance aziendale, te ne cito alcuni: finanza, etica e integrità di business, governance e risk management, amministrazione responsabile, ambito in cui un commercialista opera quotidianamente come consulente aziendale affiancando gli amministratori nelle scelte da operare.
Puoi condividere alcuni esempi di come prevedi di applicare la tua competenza ESG nel tuo lavoro con le aziende?
Sono abilitata SDG Action Manager secondo lo standard SRG 88088:20 che è la norma di riferimento per i sistemi di gestione per la sostenibilità accreditato da Accredia nel 2020, ed è un sistema di gestione che permette alle aziende che vogliono certificarsi la possibilità di farlo. La Norma SRG 88088:20 ha la sua ufficialità accreditata con valenza globale. La Scuola Etica Leonardo (proprietaria dello standard) concede in licenza lo schema ESG-SRG agli O.d.C. (organismi di certificazione) che intendono rilasciare (previo accreditamento presso Accredia) Certificati per Sistemi di Gestione per la Sostenibilità ESG-SRG.
Le aziende che vogliono richiedere il rating di sostenibilità, sempre secondo lo standard ESG-SRG 88088:20, devono rivolgersi a questi O.d.C. e richiederlo, ed avendo anche la qualifica di Auditor ho il compito di valutare il sistema organizzativo secondo gli standard obbligatori per la certificazione.
Qual è il tuo consiglio per le altre aziende che stanno cercando di integrare la sostenibilità ESG nelle loro operazioni?
Le imprese e le organizzazioni che cercano di integrare la sostenibilità nelle loro attività, devono pensare ad ampio raggio, non credere che bastino alcuni interventi isolati per dire che si è sostenibili: non basta nistallare un impianto fotovoltaico sul tetto dello stabilimento o integrare un piano di welfare in azienda per dirsi sostenibili, è un passo avanti ma serve un cambio radicale della cultura aziendale che abbraccia tutti e tre gli ambiti della sostenibilità: l’ambiente, il sociale e la governance aziendale, e mi permetto di aggiungere che i primi che devono cambiare mentalità sono coloro che muovono le leve decisionali.
Quali sono le principali tendenze o sviluppi che vedi nel campo della sostenibilità ESG e come pensi che le aziende dovrebbero prepararsi per affrontare queste sfide?
La sostenibilità avrà in futuro un impatto molto pesante sulla struttura organizzativa delle aziende, sarà oggetto con cui l’azienda sarà valutata da molti stakeholder, dal comparto creditizio quando valuteranno il rating aziendale per concedere affidamenti e a che tasso, dai clienti che valuteranno prodotti e servizi scegliendo quelli più sostenibili, è un processo che è già iniziato e che non credo si possa arrestare.
Come vedi il tuo ruolo nel promuovere la sostenibilità ESG nelle aziende con cui lavori e nell’industria in generale?
Credo che la sostenibilità vada attuata veramente e non solo di facciata, esiste il rischio di greenwashing (ecologismo di facciata) che possiamo utilizzare anche come sostenibilità di facciata e sta ad indicare la strategia di comunicazione di certe imprese, organizzazioni o istituzioni politiche finalizzata a costruire un’immagine di sé ingannevolmente positiva sotto il profilo dell’impatto ambientale, allo scopo di distogliere l’attenzione dell’opinione pubblica dagli effetti negativi per l’ambiente dovuti alle proprie attività o ai propri prodotti.
Quali sono i tuoi obiettivi futuri nel campo della consulenza ESG e come prevedi di raggiungerli?
Mi piacerebbe poter sviluppare o certificare sistemi di sostenibilità all’interno delle aziende, e non mi riferisco alle grandi imprese che da quest’anno hanno l’obbligo della certificazione, mi piacerebbe poter allargare la cultura ESG nel nostro territorio che è caratterizzato da un tessuto economico fatto da piccole, medie e micro industrie, perché, ne sono convinta, la sostenibilità è praticabile a qualsiasi livello, ci sono micro e piccole imprese che hanno già ottenuto il rating di sostenibilità con tripla AAA, che sta a significare che tutti possono essere sostenibili
Hai un messaggio o un consiglio per i giovani professionisti che stanno considerando una carriera in consulenza ESG o per le aziende che stanno cercando di migliorare la loro sostenibilità ESG?
È un’ottima opportunità di carriera per tutti i colleghi e un modo diverso di vedere la professione, un modo che io preferisco. Per le aziende dico questo, la certificazione secondo uno standard di sostenibilità è un percorso non breve ma che ha come obiettivo la continuità aziendale, si sta vedendo come aziende che adottano questo standard hanno aumentato la loro efficienza e il loro margine di guadagno, quindi lo consiglio vivamente.






















