Sentenza sul crack Mariella Burani: ristori agli azionisti e nuove iniziative legali

L’Avv. Daniele Iarussi e l’Avv. Michela Pignatelli hanno assistito un gruppo di piccoli azionisti/risparmiatori danneggiati dal crack finanziario di Mariella Burani Fashion Group S.p.A.

La Sezione Specializzata in Materia di Impresa del Tribunale di Bologna ha posto fine, con sentenza di primo grado pronunciata nel giugno 2026, al lungo contenzioso civile scaturito dal crack finanziario di Mariella Burani Fashion Group S.p.A. Il valore complessivo della vicenda è stato stimato oltre i 125 milioni di euro e ha riguardato in particolare un gruppo di azionisti e risparmiatori che, dal 2010, videro azzerati i propri investimenti in seguito al default del gruppo emiliano.

Il giudizio civile ha segnato una tappa importante nella tutela dei risparmiatori in Italia, consentendo ai piccoli azionisti di formalizzare molteplici accordi transattivi riservati con alcuni dei principali convenuti in giudizio. L’importo specifico dei ristori ottenuti resta soggetto a riservatezza, ma l’azione legale ha garantito ai risparmiatori un risultato concreto dinanzi al fallimento di una delle principali realtà industriali del territorio.

Dal punto di vista strettamente giuridico, la sentenza ha dichiarato estinto il giudizio per rinuncia agli atti tra i piccoli azionisti ed i convenuti costituiti ancora in giudizio, sancendo la formale chiusura dei rapporti tra tutte le parti a seguito degli accordi.

Al contempo, il Collegio felsineo ha dichiarato inammissibili le domande formate dai risparmiatori / azionisti nei confronti dei convenuti rimasti contumaci, tra cui alcuni dei sindaci, dei componenti degli organi di controllo e le società di revisione. Tali soggetti avevano precedentemente transato le proprie posizioni con la Curatela fallimentare, ma non direttamente con i c.d. “piccoli azionisti”. Il Tribunale ha motivato l’inammissibilità qualificando l’intervento in giudizio degli azionisti come “adesivo dipendente” e non come “autonomo”, legandone così la sorte istruttoria alla fuoriuscita dal processo della Curatela.

I piccoli azionisti, particolarmente colpiti dalla durata del processo civile avviato solamente nel 2018 benché il crack risalga al 2010, stanno ora valutando di promuovere un’azione risarcitoria contro lo Stato per la durata irragionevole del procedimento, ai sensi della Legge Pinto.

Mariella Burani Fashion Group S.p.A. era un colosso del settore moda attivo a livello internazionale e quotato in Borsa, il cui fallimento nel 2010 ha determinato una grave perdita per investitori e territorio.

Gli azionisti e risparmiatori sono stati assistiti dall’Avv. Daniele Iarussi, coordinatore del collegio difensivo, e dall’Avv. Michela Pignatelli, che hanno condotto la strategia processuale nelle varie fasi del giudizio e favorito il raggiungimento degli accordi transattivi a tutela della posizione dei propri assistiti.

 

Author: Paolo Bossi

Co-Founder of More Legal Srl, Journalist and Chief Editor of Global Legal Chronicle’s magazines