Tecnologia, energia e investimenti: Michele Milanese racconta la strategia di Ashurst Perkins Coie

L’integrazione tra Ashurst e Perkins Coie segna uno dei passaggi più significativi nel panorama legale internazionale degli ultimi anni.

Dalla fusione ufficializzata a inizio luglio nasce infatti Ashurst Perkins Coie, realtà che combina la storica presenza globale di Ashurst nei principali mercati finanziari e infrastrutturali con il forte posizionamento di Perkins Coie nei settori dell’innovazione, della tecnologia e dell’economia digitale statunitense. L’operazione risponde all’esigenza crescente delle imprese di poter contare su consulenti capaci di accompagnarle in contesti sempre più internazionali, caratterizzati da una forte interconnessione tra aspetti corporate, regolamentari, fiscali, finanziari e tecnologici.

Per le aziende italiane, che guardano con crescente interesse agli Stati Uniti come mercato di espansione e destinazione privilegiata degli investimenti, la nascita di Ashurst Perkins Coie rappresenta un’evoluzione particolarmente rilevante. I flussi di capitale nei settori dell’intelligenza artificiale, delle infrastrutture digitali, dell’energia rinnovabile e della decarbonizzazione stanno infatti creando nuove opportunità, ma anche nuove complessità normative e operative che richiedono competenze sempre più specialistiche e coordinate a livello internazionale.

Abbiamo intervistato Michele Milanese, Office Managing partner e Head of the Italian tax team dello Studio, per analizzare le ragioni strategiche dell’operazione, le opportunità che si aprono per le imprese italiane impegnate in progetti e investimenti transatlantici e il ruolo che la nuova realtà intende svolgere nei comparti destinati a guidare la crescita dei prossimi anni, dall’AI ai data centre, fino alle grandi operazioni nel settore energy e infrastrutture.

Un confronto che offre uno sguardo privilegiato sulle trasformazioni in corso nel mercato legale globale e sulle nuove esigenze delle imprese che operano oltre confine.

 

Qual è il significato strategico della fusione tra Ashurst e Perkins Coie per il posizionamento internazionale dello studio?

Ashurst Perkins Coie è nata per rispondere all’evoluzione del business dei nostri clienti. Abbiamo unito competenze complementari per aiutarli a orientarsi in un mondo sempre più globale, complesso e interconnesso.

Abbiamo immaginato uno studio progettato per affiancare i nostri clienti con l’evolvere delle loro attività verso una dimensione sempre più globale e tecnologia, operando sempre più trasversalmente tra settori diversi anziché per singoli cluster. Oggi siamo in grado di assistere i clienti con un’offerta globale più ampia e una gamma di competenze più estesa, per aiutarli ad affrontare questa convergenza con fiducia.

Non meno rilevante, questa integrazione crea enormi opportunità per i nostri professionisti e collaboratori. Abbiamo costruito una piattaforma realmente globale in cui avvocati e professionisti di eccellenza possono lavorare oltre i confini nazionali, tra diverse practice e settori, su alcuni tra i mandati più stimolanti e complessi al mondo.

Le aziende italiane guardano con crescente interesse agli investimenti negli Stati Uniti, soprattutto nei comparti tecnologia, energia e infrastrutture. Questa operazione consentirà di offrire un supporto ancora più integrato su questi fronti?

I clienti affrontano sfide sempre più globali e interconnesse e cercano uno studio legale capace di accompagnarli con continuità attraverso mercati e operazioni diverse. La capacità di fornire consulenza integrata sugli aspetti corporate, regolamentari, finanziari e fiscali delle operazioni – in particolare quelle che coinvolgono controparti statunitensi ed europee – costituisce una proposta di valore distintiva per i clienti impegnati in transazioni complesse.

In poche parole, questa integrazione amplia la copertura di mercato per i nostri clienti. Insieme, siamo in grado di assistere i clienti che hanno o stanno consolidando la propria presenza negli Stati Uniti, così come rispondere al flusso costante di acquisizioni in Europa da parte di società americane. Ashurst Perkins Coie riunisce un team transatlantico integrato, capace di anticipare le opportunità su entrambe le sponde dell’Atlantico.

Siamo inoltre particolarmente ben posizionati per supportare i clienti nel cogliere i crescenti flussi di investimento nelle energie rinnovabili, nelle infrastrutture digitali e nei progetti di decarbonizzazione. Grazie alla riconosciuta esperienza di Ashurst nel project e nell’energy, unita alle competenze di Perkins Coie nel finanziamento sul mercato statunitense, Ashurst Perkins Coie giocherà un ruolo di primo ordine nella consulenza su green bond, finanziamenti sustainability-linked e nelle grandi operazioni di sviluppo transfrontaliere.

Lo stiamo già vedendo concretamente: nel breve periodo trascorso dall’annuncio dell’integrazione, sono emerse circa 500 nuove opportunità per assistere i clienti in modi che nessuno dei due studi avrebbe potuto realizzare da solo, e queste opportunità provengono in misura equilibrata da entrambi gli studi. Ad esempio, il nostro team in Italia ha avviato interlocuzioni con diversi grandi clienti del settore tech per nuovi incarichi.

La fusione aumenta sensibilmente la capacità dello studio nei settori dell’innovazione e della tecnologia. Ritiene che questo possa rappresentare un vantaggio competitivo anche nel mercato italiano, dove cresce la domanda di consulenza su AI, cybersecurity e digital economy?

In Ashurst Perkins Coie ci sentirete dire spesso che l’innovazione è la nostra tradizione, e lo pensiamo davvero. L’innovazione non è uno slogan che aggiungiamo al vocabolario della nostra cultura e del nostro servizio ai clienti: è nel nostro DNA e lo è da decenni. Entrambi gli studi d’origine hanno investito precocemente nell’intelligenza artificiale perché eravamo convinti che potesse migliorare in modo sostanziale la qualità della consulenza legale. Ogni settore sta cercando di capire come utilizzare l’IA in modo produttivo, responsabile e su larga scala. Lo vediamo ogni giorno nel nostro lavoro con i clienti e siamo orgogliosi di assistere diverse società all’avanguardia della rivoluzione dell’intelligenza artificiale.

Stiamo inoltre registrando un’esplosione della domanda per le nostre competenze in materia di data centre e infrastrutture digitali, una tendenza destinata a crescere ulteriormente via via che l’Europa si afferma come hub chiave per le infrastrutture legate all’IA, grazie anche all’iniziativa InvestAI dell’UE che mobilita 200 miliardi di euro per l’IA e i data centre. Ashurst Perkins Coie è nella posizione ideale per aiutare i clienti a cogliere questa opportunità e gestire la complessità che ne deriva. I data centre sono un esempio perfetto della forza del nostro modello, poiché toccano tutti e tre i nostri settori prioritari: tecnologia, servizi finanziari ed energia e infrastrutture. Grazie alla nostra profonda focalizzazione settoriale, alla portata globale e alle capacità tecnologiche, siamo in grado di riunire tutta questa esperienza in un unico punto di riferimento.

Inoltre, con le grandi aziende tecnologiche statunitensi che affrontano un crescente controllo da parte delle autorità di regolamentazione e provvedimenti sanzionatori in tutta Europa — un fenomeno spinto in parte dai nuovi regimi digitali come il Digital Markets Act e il Digital Services Act — siamo ben posizionati per supportare i clienti nell’affrontare queste sfide. La stessa dinamica si avverte in ambito fiscale, su tematiche IVA, di stabile organizzazione o in materia di tassazione dei servizi digitali. Sono ambiti in cui possiamo differenziarci immediatamente, offrendo consulenza sull’intero spettro delle normative antitrust, regolamentari e fiscali statunitensi, europee e britanniche. Pochi studi possono offrire questa profondità su entrambi i lati dell’Atlantico.

Il filo conduttore di tutto questo è che i nostri clienti operano sempre più al di là dei confini, e apprezzano consulenti in grado di fare altrettanto.

Author: Paolo Bossi

Co-Founder of More Legal Srl, Journalist and Chief Editor of Global Legal Chronicle’s magazines