Broadfield è il nome con cui, da fine 2024, si presenta al mercato BDB Pitmans, storico studio inglese nato dalla fusione del 2018 tra Bircham Dyson Bell e Pitmans, le cui radici risalgono rispettivamente al 1834 e al 1801.
Il rebranding non è un semplice restyling: segna la nascita di un progetto internazionale costruito insieme a SHP Legal Services (in precedenza Alvarez & Marsal Legal Services), società di servizi gestionali legata al gruppo Alvarez & Marsal, la nota advisory firm statunitense specializzata in ristrutturazioni e turnaround (tra i mandati più celebri, Lehman Brothers).
L’obiettivo dichiarato è costruire in pochi anni un network internazionale con una sola firm per giurisdizione, eccetto gli Stati Uniti, dove la dimensione del mercato giustifica una presenza multipla. In meno di due anni Broadfield ha aperto a Hong Kong, in associazione con lo studio locale Liu, Patrick Ling & Co, reclutando partner senior in disputes e restructuring provenienti da Sidley Austin e Kirkland & Ellis; ha lanciato un ufficio a New York con cinque founding partner provenienti da Venable e Dentons, focalizzato su M&A, labour & employment e contenzioso commerciale; ha inoltre rafforzato Londra con nuovi team di private equity e fondi d’investimento.
Il piano, secondo il managing partner John Hutchinson, prevede l’ingresso in almeno sei giurisdizioni chiave entro un biennio, puntando su Europa continentale e ulteriori hub statunitensi come West Coast, Chicago e Houston.
Broadfield si rivolge al segmento mid-market: aziende, fondi di private capital, family office e investitori internazionali che, secondo il posizionamento dello studio, restano “schiacciati” tra i costi crescenti delle big law firm e la scarsa scala dei piccoli studi domestici. La proposta di valore combina tariffe orarie sensibilmente più basse rispetto ai grandi studi globali con un’infrastruttura tecnologica centralizzata (stack IT unico, Salesforce, NetDocuments e l’AI legale Harvey), gestita da SHP. I settori target dichiarati includono private capital, investment management, banche e istituzioni finanziarie, wealth management e family office, venture capital, energia, real estate e settore pubblico.
Il rapporto con A&M non è una partecipazione azionaria diretta nello studio legale (per ragioni regolamentari, le regole sulla proprietà degli studi legali restano vincolanti sia nel Regno Unito sia, soprattutto, negli Stati Uniti), ma un modello di servizi. SHP Legal Services, controllata da LSS Strategic Partners, società sorella di Alvarez & Marsal Inc. ma operativamente separata, fornisce a Broadfield tecnologia, servizi di back-office (finance, HR, gestione documentale, conflict check), supporto al reclutamento e assistenza nella raccolta di capitali per la crescita. A questo si affianca una collaborazione “strategica” con le practice di consulenza di A&M: nelle aree di tax advisory, transazioni, contenzioso, ristrutturazioni e corporate strategy, Broadfield può attivare le competenze del gruppo quando utile al cliente, offrendo così una combinazione ibrida fra assistenza legale e consulenza manageriale, senza configurare un legal arm interno come nei network Big Four.
Al momento la nuova insegna non ha ancora una sede in Italia ma la giurisdizione mantiene un forte interesse per il management della firm inglese con il suo mercato fatto di Medie aziende e un mercato M&A che dopo il COVID è cresciuto costantemente sia in termini di numero di operazioni sia in termini di valore (con un piccolo rallentamento nel 2023). Soprattutto nel settore delle operazioni straordinarie, gli studi di KPMG, Deloitte e PWC sono concordi nel ritenere che il mercato possa avere un nuovo slancio – sia nel 2026 sia nel 2027 – spinto da esigenze di passaggio generazionale sia dal segmento del Private Equity che è tornato ad operare ampiamente nel Bel Paese.
A differenza degli USA (dove Broadfield assume singoli lateral partner, costruendo un ufficio “dal nulla”) o di Hong Kong (associazione con uno studio locale + lateral hire mirati), per l’Europa continentale il modello previsto è un solo studio per giurisdizione che diventa il “Broadfield” locale, sul modello di BDB Pitmans nel Regno Unito. Per l’Italia significherebbe quindi cercare un unico studio mid-size già esistente, non costruire da zero. In sostanza una struttura con leadership aperta a una crescita internazionale aggressiva, disposta a cedere parte dell’identità di marca e ad adottare un modello tariffario value-driven (più competitivo dei grandi studi) che possa offrire una copertura nelle aree core di Broadfield: Corporate/M&A, Private Equity, Banking & Finance, Restructuring & Insolvency, Real Estate, Investment Fund Services, Private Client/Wealth Management e con un fatturato per socio intorno al milione di euro.
di Ambrogio Visconti, PBV & Partners






















