L’intelligenza artificiale entra ufficialmente nell’agenda normativa italiana. A pochi mesi dall’entrata in vigore del quadro regolatorio europeo delineato dall’AI Act, il Governo ha approvato in via preliminare uno schema di decreto legislativo destinato ad adeguare l’ordinamento nazionale alle nuove regole europee sull’intelligenza artificiale.
Il provvedimento rappresenta un passaggio fondamentale nel processo di armonizzazione tra diritto interno e disciplina dell’Unione europea, individuando le autorità competenti, definendo i meccanismi di vigilanza e coordinamento istituzionale e introducendo le disposizioni necessarie per garantire l’applicazione uniforme delle norme europee sul territorio nazionale. L’obiettivo è quello di accompagnare lo sviluppo e l’adozione delle tecnologie di AI in un quadro di certezza giuridica, tutela dei diritti fondamentali e promozione dell’innovazione.
Lo schema di decreto si inserisce in un contesto caratterizzato da una crescente diffusione delle soluzioni basate sull’intelligenza artificiale nei settori produttivi, nei servizi pubblici e nelle professioni, imponendo a imprese, sviluppatori e utilizzatori un progressivo adeguamento ai nuovi obblighi previsti dalla normativa europea. Particolare attenzione viene riservata alla governance del sistema, ai poteri delle autorità nazionali e alle misure volte a favorire la competitività dell’ecosistema italiano dell’innovazione, nel rispetto dei principi di trasparenza, sicurezza e responsabilità.
Riportiamo a seguire il commento dell’Avvocato Massimiliano Masnada, Partner Hogan Lovells.
“Con questi decreti l’Italia passa dalla stagione dei principi a quella della sostanza: l’AI Act smette di essere solo Bruxelles e diventa autorità competenti, sanzioni, ispezioni, sandbox e responsabilità. Il messaggio è chiaro: ora si inizia a fare sul serio e non si potrà più improvvisare.”
“Per le imprese il punto non è fermare l’IA, ma renderla difendibile. In un quadro di enforcement così strutturato, il vero vantaggio competitivo sarà poter dimostrare, con documenti e processi solidi, che il sistema è stato progettato, testato e monitorato correttamente.”
“La responsabilità civile cambia il baricentro: non basterà dire che l’errore è dell’algoritmo o che il sistema era complesso. Chi sviluppa o usa IA dovrà poter ricostruire le scelte tecniche e organizzative fatte a monte, perché quella sarà la prima linea di difesa in caso di danno, tanto più ora che viene introdotta una presunzione di causalità tra danno e sistema di IA. In altri termini, c’è una inversione dell’onere della prova, a favore del danneggiato” conclude l’Avvocato Massimiliano Masnada, Partner Hogan Lovells.






















