Cassazione: riconosciuto il credito d’imposta per redditi esteri e compensi differiti

Pirola Pennuto Zei & Associati ha assistito con successo, innanzi alla Corte di Cassazione, un cliente in una controversia di fiscalità internazionale relativa al riconoscimento del credito d’imposta per imposte assolte all’estero.

La Corte di Cassazione ha confermato il diritto di un contribuente a beneficiare del credito d’imposta previsto dall’art. 165 del TUIR per le imposte pagate nel Regno Unito su redditi da lavoro dipendente, inclusi compensi differiti in denaro e in azioni.

La vicenda riguardava un lavoratore rientrato in Italia dopo un periodo di attività nel Regno Unito, che aveva percepito somme soggette a tassazione estera e successivamente dichiarate in Italia secondo il principio di cassa.

L’Amministrazione finanziaria aveva contestato la possibilità di applicare il meccanismo di eliminazione della doppia imposizione, sostenendo che i redditi, pur percepiti in Italia, non potessero beneficiare del credito d’imposta in quanto riferiti a periodi di lavoro svolti all’estero prima del trasferimento della residenza fiscale.

La Corte di Giustizia Tributaria di Secondo Grado della Lombardia aveva già accolto le ragioni del contribuente, riconoscendo la piena detraibilità delle imposte assolte nel Regno Unito. Il successivo ricorso dell’Agenzia delle Entrate è stato rigettato dalla Suprema Corte, che ha ritenuto corretta la ricostruzione dei giudici di merito.

La Cassazione ha ribadito che i redditi da lavoro dipendente assumono rilevanza fiscale in Italia al momento della percezione e che il credito d’imposta spetta anche in presenza di compensi differiti, purché effettivamente tassati all’estero.

La decisione conferma un orientamento volto a evitare che il contribuente subisca un carico fiscale complessivo superiore a quello previsto dall’ordinamento, rafforzando l’applicazione del principio di neutralizzazione della doppia imposizione nei casi di mobilità internazionale dei lavoratori.

Pirola Pennuto Zei & Associati ha agito nel giudizio di legittimità con un team guidato dal Partner Tonio Di Iacovo e composto dall’Associate Partner Giorgio Maria Recine, dai Counsel Delia Berto e Antonio Fusco, mentre nei giudizi di merito il contribuente è stato assistito vittoriosamente dal Partner Luca Valdameri, dall’Associate Partner Salvatore Valenti e dal Senior Associate Salvatore Caiazza.

Author: Marco Zingaro