Truffe online, l’allarme delle Autorità europee: “L’IA rende i raggiri più sofisticati”

Le frodi digitali stanno vivendo una stagione di espansione senza precedenti. L’avanzamento dei sistemi di intelligenza artificiale, in particolare delle tecniche di deepfake, ha moltiplicato le possibilità di manipolazione, rendendo sempre più difficile per i consumatori distinguere tra comunicazioni autentiche e tentativi di raggiro. È in questo scenario che le tre European Supervisory Authorities – Eba, Esma ed Eiopa – hanno pubblicato due schede informative destinate a rafforzare la consapevolezza degli utenti e a fornire strumenti pratici di autodifesa.

Secondo l’Avv. Mariaserena Penta, partner di La Scala Società tra Avvocati, l’iniziativa delle ESA “si inserisce in un contesto normativo europeo che mira a coniugare innovazione tecnologica e tutela effettiva del consumatore, soprattutto in un momento in cui l’IA consente ai truffatori di replicare identità, linguaggi e comportamenti con un realismo mai visto prima”. L’avvocato sottolinea come la crescente sofisticazione dei raggiri imponga un salto di qualità nella prevenzione, non più basata solo sul riconoscimento di segnali grossolani, ma su un approccio critico e informato.

Le schede delle Autorità europee individuano innanzitutto le principali tipologie di frodi oggi più diffuse. L’impersonificazione tramite deepfake rappresenta una delle minacce più insidiose: chiamate o messaggi apparentemente provenienti da professionisti finanziari o addirittura da familiari, costruiti per indurre la vittima a trasferire denaro o condividere dati sensibili. L’Avv. Penta evidenzia come “la disponibilità di informazioni personali online renda più credibili questi tentativi, poiché il truffatore può utilizzare dettagli reali per rafforzare l’inganno”.

Accanto a ciò, persistono forme più tradizionali ma sempre più raffinate di phishing e ingegneria sociale, con e-mail e siti che imitano perfettamente banche o intermediari. Non meno pericolose sono le truffe legate a investimenti o assicurazioni, spesso veicolate tramite annunci che sfruttano l’immagine di personaggi noti per conferire credibilità a offerte di rendimento elevato e rischio minimo. L’avvocato richiama l’attenzione anche sulle cosiddette “romance scam”, in cui la costruzione di un rapporto affettivo online diventa il presupposto per richieste di denaro o per la raccolta di informazioni utilizzabili per ulteriori reati.

Le ESA richiamano poi una serie di segnali d’allarme che dovrebbero indurre l’utente a sospendere ogni interazione: offerte troppo vantaggiose, richieste urgenti di denaro o dati personali, link sospetti, loghi o URL che presentano anche minime anomalie, allegati non sicuri, metodi di pagamento non tracciabili. L’avv. Penta osserva come “la dimensione dell’urgenza sia uno degli strumenti psicologici più utilizzati dai truffatori: spingere la vittima a decidere rapidamente riduce la capacità di valutazione critica”.

Sul piano operativo, le schede propongono un vero e proprio protocollo di autodifesa: fermarsi e verificare l’autenticità delle comunicazioni, non condividere mai password o codici di sicurezza, non installare software o concedere accesso remoto al proprio dispositivo, controllare l’identità del soggetto che contatta l’utente, mantenere i dispositivi aggiornati e protetti da sistemi di autenticazione forte, evitare di diffondere eccessive informazioni personali sui social. “La prevenzione – sottolinea l’avvocato – passa anche da una maggiore consapevolezza dell’impatto che la nostra esposizione digitale può avere sulla vulnerabilità ai raggiri”.

Quando ci si rende conto di essere vittima di una frode, le ESA raccomandano di interrompere immediatamente ogni transazione, contattare la banca o l’intermediario reale per tentare di bloccare l’operazione, modificare tutte le password e presentare denuncia alle autorità competenti. Ma l’avv. Penta richiama l’attenzione su un ulteriore fenomeno in crescita: la cosiddetta “recovery room”, ossia il tentativo del truffatore di colpire nuovamente la vittima fingendosi un’autorità o un ente incaricato di recuperare le somme perdute, dietro pagamento di una commissione. “È una seconda vittimizzazione che sfrutta la fragilità emotiva del soggetto già colpito”, avverte.

L’intervento delle ESA rappresenta dunque un tassello importante nella strategia europea di contrasto alle frodi digitali, ma – come evidenzia l’avv. Penta – “la vera efficacia dipenderà dalla capacità dei consumatori di interiorizzare queste indicazioni e adottare comportamenti prudenti e informati”. In un ecosistema digitale sempre più complesso, la tutela passa anche dalla costruzione di una cultura della sicurezza che coinvolga utenti, intermediari e istituzioni.

Author: Marco Zingaro