Il Codice di condotta sulla trasparenza dei contenuti generati dall’AI

La Commissione europea ha pubblicato la prima bozza del Codice di condotta sulla trasparenza dei contenuti generati dall’intelligenza artificiale, un documento che anticipa l’applicazione dell’AI Act e che, secondo quanto illustrato dall’Avv. Roberta Maria Pagani, Partner di La Scala Società tra Avvocati, mira a rendere pienamente operativi gli obblighi di trasparenza previsti dall’articolo 50 del Regolamento. Il Codice si propone come strumento tecnico‑applicativo destinato a facilitare l’identificazione dei contenuti generati o manipolati tramite sistemi di AI, intervenendo sia sul versante dei fornitori sia su quello degli utilizzatori professionali dei sistemi.

La norma europea, come ricorda l’Avv. Pagani, attribuisce ai fornitori – ossia i soggetti che sviluppano o immettono sul mercato sistemi di intelligenza artificiale – una serie di obblighi specifici, tra cui la necessità di garantire che gli output prodotti siano chiaramente marcati e rilevabili come artificiali. La bozza del Codice rafforza questo principio introducendo l’obbligo di adottare un sistema di marcatura multilivello, concepito per rendere riconoscibile il contenuto anche in caso di successive manipolazioni o riutilizzi. I fornitori devono inoltre assicurare che le soluzioni tecniche impiegate siano affidabili, efficaci e costantemente monitorate, così da individuare tempestivamente eventuali malfunzionamenti dei sistemi generativi. Un ulteriore elemento di rilievo riguarda la verificabilità esterna: il Codice richiede infatti che terzi possano accertare l’origine artificiale dei contenuti attraverso strumenti interoperabili, rafforzando così la trasparenza lungo l’intera catena informativa.

Parallelamente, il Codice disciplina gli obblighi dei deployer, cioè i soggetti che utilizzano sistemi di AI nell’ambito della propria attività professionale. Anche per loro è previsto l’obbligo di rendere esplicita la natura artificiale dei contenuti esposti, mediante l’apposizione di una icona standardizzata e facilmente riconoscibile. Tale informativa deve essere conforme agli standard di accessibilità, così da risultare fruibile anche da persone con disabilità. Particolare attenzione è dedicata ai deepfake, per i quali il Codice richiede un’informativa specifica, riconoscendo l’elevato rischio di manipolazione dell’opinione pubblica e di alterazione della percezione dei fatti che tali contenuti possono generare.

Nel complesso, come osserva l’Avv. Pagani, il Codice di condotta introduce un insieme articolato di misure tecniche e organizzative che mirano a garantire un livello elevato di trasparenza e tracciabilità dei contenuti generati dall’intelligenza artificiale. L’obiettivo è quello di consentire agli utenti finali di distinguere agevolmente i contenuti originali da quelli artificiali, riducendo il rischio di disinformazione e favorendo un utilizzo responsabile delle tecnologie generative. Con l’entrata in vigore prevista per il 2 agosto 2026, il Codice si configura come uno strumento essenziale per l’attuazione dell’AI Act e per la definizione di standard europei destinati a incidere in modo significativo sul panorama normativo e operativo dell’intelligenza artificiale.

 

La Scala Società tra Avvocati è uno studio legale italiano leader nel settore del credit servicing, con una forte specializzazione nel contenzioso giudiziale e nella gestione di crediti non performanti, offrendo inoltre servizi legali integrati in vari settori del diritto dell’economia per imprese e privati. 

Author: Marco Zingaro