Tutela degli importatori in usa contro i dazi: ricorsi ed ingiunzioni per garantire futuri rimborsi

A cura di Duccio Mortillaro, Head of Italian Practice dello studio Fox Rothschild LLP.

 

Nell’attesa di una decisione della Corte Suprema sulla validità dei dazi, la US Court of International Trade (CIT) sta ricevendo un’ondata di cause “protettive”.

Un numero crescente di società — seguendo l’esempio di Costco — ha presentato ricorsi “protettivi” presso la CIT per preservare il proprio diritto ai rimborsi dei dazi ad oggi pagati nel caso in cui la Corte Suprema li annulli dichiarando l’incostituzionalità dell’uso dell’International Emergency Economic Powers Act (IEEPA) nell’imposizione di dazi d’emergenza da parte dell’amministrazione Trump.

Le società che hanno pagato dazi ai sensi dell’IEEPA nel 2025 hanno a disposizione determinate misure per proteggere la loro posizione, attraverso la presentazione di ricorsi con relativi procedimenti ingiuntivi USA come parte di una coalizione di ricorrenti.

La questione giuridica di fondo è semplice: nel 2025 l’amministrazione Trump ha imposto una vasta gamma di dazi basandosi sull’IEEPA, attraverso una serie di ordini esecutivi presidenziali mirati prima alle importazioni da Messico, Canada e Cina, estesi poi più ampiamente a tutti i partner commerciali degli USA tramite il regime dei “dazi reciproci”.

La Court of International Trade e la corte federale di appello alle sentenze amministrative della CIT, il Federal Circuit di Washington, hanno già stabilito che l’IEEPA non autorizza l’imposizione di dazi; la Corte Suprema ha accettato il caso, ha già ascoltato le parti in udienza e una decisione è attesa a breve.

Duccio Mortillaro, Head of Italian Practice dello studio Fox Rothschild LLP

Si tratta di una situazione in rapida evoluzione con una concreta esposizione finanziaria. Senza ricorso e senza richieste mirate di ingiunzioni, molti dazi riscossi potrebbero essere dichiarati liquidi e finali prima della decisione della Corte Suprema, rendendo i rimborsi più difficili — o in alcuni casi impossibili — da ottenere.

Anche se la Corte Suprema dovesse dichiarare illegittimi i dazi, non è affatto certo che i rimborsi vengano riconosciuti automaticamente. Le società importatrici stanno depositando ricorsi per ottenere sentenza individuali e per chiedere ingiunzioni che sospendano la procedura di liquidazione, poiché tale procedura può precludere o complicare i rimborsi e costringere a contenziosi onerosi per ricalcolare i dazi o di difetto di giurisdizione a posteriori.

Il ricorso di Costco depositato presso la CIT, contesta direttamente i dazi IEEPA, chiede una pronuncia dichiarativa e ingiunzioni, e domanda il rimborso integrale dei dazi versati, ma non ancora liquidati.

In particolare, Costco ha chiesto al tribunale di sospendere il procedimento di liquidazione liquidati, dopo che il Servizio Dogane USA (Customs and Border Protection) aveva negato la proroga amministrativa, segnalando date di liquidazione imminenti-nel dicembre 2025-per le importazioni interessate.  Questa criticità temporale ha innescato i recenti ricorsi.

Sul piano procedurale, il caso Costco è stato assegnato a un collegio di tre giudici della CIT, e numerosi altri ricorsi di importatori collegati sono stati riuniti presso il medesimo collegio per una gestione efficiente delle questioni giuridiche e delle ingiunzioni.

Il governo ha acconsentito alla riunione dei ricorsi c.d. “IEEPA Suspension Cases”, ed il tribunale ha designato un caso principale per accelerare la discussione delle richieste di sospensione del procedimento di liquidazione in attesa della decisione della Corte Suprema nel caso V.O.S. Selections.

In conclusione, se la Corte Suprema confermerà che l’IEEPA non consente l’imposizione di dazi-e la decisione del collegio completo della Corte di appello del Federal Circuit di Washington a cui l’amministrazione ha fatto appello alla Suprema Corte va fortemente in questa direzione- i rimborsi dipenderanno comunque dalla situazione processuale, dalla tempistica della liquidazione e dalle modalità di tutela. Per questa ragione, le società importatrici che depositano un ricorso ora possono preservare i diritti al rimborso, proteggere le importazioni non ancora liquidate tramite ingiunzioni ed evitare di restare indietro se il governo si opporrà alle impugnazioni o cercherà di limitare i rimborsi ai soli ricorrenti alla CIT.

Author: Paolo Bossi

Co-Founder of More Legal Srl, Journalist and Chief Editor of Global Legal Chronicle’s magazines