Nuova disciplina doganale e riforma del sistema sanzionatorio in materia di accise

Lo studio Puccio Penalisti Associati, guidato dal name partner Andrea Puccio, illustra le novità a seguito dell’entrata in vigore, in data 4 ottobre 2024, del Decreto Legislativo 26 settembre 2024, n. 141, recante “Disposizioni nazionali complementari al codice doganale dell’Unione e revisione del sistema sanzionatorio in materia di accise e altre imposte indirette sulla produzione e sui consumi”, che attua la revisione della disciplina in tema di dogane e accise.

La novella normativa, che si pone l’obiettivo di allineare la normativa nazionale a quella dell’Unione europea, ha abrogato e sostituito il Testo Unico delle disposizioni legislative in materia doganale (cd. TULD), introducendo, all’Allegato 1, le nuove disposizioni nazionali complementari al Codice doganale dell’Unione.

Con riferimento al contesto del contrabbando, una delle principali novità consiste nella ridefinizione delle violazioni doganali, ora suddivise in due sole categorie: illeciti penali e illeciti amministrativi. La distinzione tra queste due categorie non è più basata sull’elemento soggettivo del dolo, come avveniva nel previgente TULD, ma su criteri oggettivi, tra cui, in particolare, l’ammontare dei diritti doganali evasi o non versati.

In tal senso, affinché la violazione assuma rilevanza penale, è necessario, salve statuizioni particolari previste all’art. 96 del Decreto, che sia stato superato un “quantum” di offensività, fissato in 10.000 euro di diritti di confine dovuti.

Andrea Puccio

La novella normativa, inoltre, riporta in un’unica disposizione – senza sostanziali modifiche – le fattispecie di contrabbando nel movimento delle merci marittimo, aereo e nei laghi di confine (originariamente regolate agli artt. 283 – 285) e introduce agli articoli 78 e 79, i reati di omessa e infedele dichiarazione.

Tali fattispecie puniscono, rispettivamente, le condotte di sottrazione delle merci alla vigilanza doganale e al pagamento dei connessi diritti di confine, nonché quelle di presentazione di dichiarazioni dolosamente differenti con riguardo a qualità, quantità, origine e valore delle merci od ogni altro elemento occorrente per l’applicazione della tariffa e per la liquidazione dei diritti dovuti.

Il decreto in esame interviene, altresì, sulla disciplina della responsabilità da reato degli enti, riformulando l’articolo 25-sexiesdecies del D.lgs. 231/2001 mediante il richiamo ai reati previsti dalle disposizioni nazionali complementari al codice doganale dell’Unione.

Il Decreto interviene, altresì, in punto di trattamento sanzionatorio. In particolare, pur essendo rimasta invariata l’applicazione delle sanzioni interdittive di cui all’art. 9, comma 2, lett. c), d) ed e) del D. Lgs. 231/2001, la nuova disciplina prevede, nelle ipotesi di cui al secondo comma (cioè, qualora i diritti di confine dovuti superino i centomila euro), l’applicazione delle ulteriori sanzioni dell’interdizione dall’esercizio dell’attività e della sospensione o revoca delle autorizzazioni, licenze o concessioni funzionali alla commissione dell’illecito (rispettivamente previste dalle lett. a) e b) del medesimo art. 9, comma 2).

Si segnala, da ultimo, che il D. Lgs. 141/2024, all’art. 4, interviene, altresì, sulle disposizioni del D. Lgs. 504/1995, cioè il Testo unico delle accise (TUA), estendendo l’ambito di applicazione della disciplina 231 di cui all’art. 25-sexiesdecies (e il relativo trattamento sanzionatorio) anche alle ipotesi di commissione dei reati in esso previste (segnatamente, si tratta delle disposizioni di cui al Capo IV del TUA, rubricato “Sanzioni”) e segnatamente quelle di:

  • – sottrazione all’accertamento o al pagamento dell’accisa sui prodotti energetici;
  • – sottrazione all’accertamento o al pagamento dell’accisa sui tabacchi lavorati;
  • – fabbricazione clandestina o associazione a scopo di fabbricazione clandestina di alcol o bevande alcoliche, oltre che sottrazione all’accertamento e al pagamento dell’accisa su di esse.

In ragione delle suddette novità, si rende, dunque, necessario per le Società condurre una valutazione degli impatti della nuova normativa e provvedere, conseguentemente, all’aggiornamento dei propri modelli di organizzazione, gestione e controllo.

Author: Paolo Bossi

Co-Founder of More Legal Srl, Journalist and Chief Editor of Global Legal Chronicle’s magazines