Corporate Sustainability Due Diligence Directive (CSDDD)

Il Consiglio dell’Unione europea ha raggiunto un importante traguardo, approvando finalmente il testo della Corporate Sustainability Due Diligence Directive (CSDDD), dopo una serie di incontri successivi al raggiungimento dell’accordo politico provvisorio tra il Consiglio e il Parlamento europeo.

La Direttiva relativa alla due diligence di sostenibilità delle imprese interesserà le aziende di tutte le dimensioni: sia quelle direttamente coinvolte dagli obblighi, sia quelle facenti parte delle catene di fornitura.

“La Corporate Sustainability Due Diligence Directive (CSDDD) è stata votata dal Consiglio europeo e attende ora l’approvazione da parte del Parlamento europeo, il quale si riunirà nell’ultima sessione plenaria prima delle elezioni di giugno, dal 23 al 25 aprile. Se approvata, la normativa dovrà poi essere attuata in ogni Stato membro”, commenta Daniela Latorre (in foto), Senior Associate dello studio legale Osborne Clarke.

“Sebbene il testo attuale non abbia mantenuto la sua originaria forza e ampiezza applicativa, rappresenta comunque un importante passo avanti nella promozione della sostenibilità delle imprese all’interno dell’Ue.

In vista dell’approvazione della CSDDD le aziende che operano nell’UE devono valutare se rientrano nel campo di applicazione della Direttiva, capire quando le misure entreranno in vigore e quali azioni sarà necessario intraprendere per garantire la conformità alle nuove regole.

Che cos’è la CSDDD

La futura Corporate Sustainability Due Diligence Directive (CSDDD) richiederà alle imprese di gestire i rischi legati al rispetto dei diritti umani e agli impatti ambientali che potrebbero generarsi nelle attività che svolgono e nelle catene del valore a cui partecipano. Ciò avrà impatti sulle politiche e strategie aziendali, sulle operazioni e sulle qualifiche di fornitura.

Le aziende dovranno, infatti, svolgere attività di dovuta diligenza all’interno delle proprie operazioni e a monte e a valle della propria supply chain, per prevenire o attenuare gli effetti potenziali, ed eliminare o ridurre al minimo gli effetti reali.

Inoltre, le aziende dovranno attuare piani di transizione per ridurre le proprie emissioni climalteranti, affinché il loro modello di business e la loro strategia siano compatibili con gli obiettivi dell’Accordo di Parigi sui cambiamenti climatici.

Author: Paolo Bossi

Co-Founder of More Legal Srl, Journalist and Chief Editor of Global Legal Chronicle’s magazines