Il Consiglio di Stato ha stabilito che le norme riguardanti la proroga automatica delle concessioni balneari sono in conflitto con l’articolo 12 della direttiva n. 2006/123/CE, pertanto non devono essere applicate. La decisione è stata presa in relazione a un caso locale, in cui il Comune di Manduria aveva esteso fino al 2033 tutte le concessioni demaniali marittime su richiesta di alcune società balneari.
I giudici di Palazzo Spada già nel 2021 avevano espresso con due sentenze l’impossibilità di ulteriori proroghe, sottolineando la violazione italiana della direttiva Bolkestein. Quest’ultima, essendo autoapplicativa, mira a promuovere la concorrenza, soprattutto in settori economici caratterizzati dalla scarsità di beni, come quello del demanio delle spiagge italiane.
Massimo Casagrande ne discute con l’avvocato Guido Barzazi del Foro di Venezia.
Buongiorno, oggi abbiamo con noi l’avvocato amministrativista Guido Barzazi, che ci parlerà dell’attuale e importante questione delle concessioni balneari italiane e delle recenti proposte di proroga.
Avvocato Barzazi: Buongiorno, grazie per avermi invitato.
Avvocato, l’industria balneare italiana sta affrontando una serie di sfide giuridiche in questo momento. Puoi spiegarci la situazione attuale delle concessioni balneari?
Certamente. Nell’imminenza della scadenza della delega prevista dalla legge concorrenza per l’emanazione del decreto legislativo sugli affidamenti delle concessioni balneari è intervenuta la legge di conversione del decreto “milleproroghe” che, con modifiche alla disciplina, ha determinato una situazione di ulteriore incertezza nel settore.
Quali sono le principali modifiche introdotte dalla legge “milleproroghe”?
La legge prevede una proroga di cinque mesi per l’emanazione del decreto legislativo sulla mappatura delle concessioni esistenti e una ulteriore proroga dell’efficacia delle concessioni balneari in essere fino al 2025. Tuttavia, non è stata prorogata la delega per l’emanazione del decreto sugli affidamenti, scaduta il 27 febbraio.
Quali sono le conseguenze di questa situazione per gli operatori del settore balneare?
L’obiettivo della proroga della scadenza delle concessioni, in concreto, pare non essere solo quello dichiarato, di consentire la predisposizione del decreto attuativo della mappatura, ma sembra alquanto più ambizioso perché l’introduzione di un nuovo tavolo tecnico intenderebbe instaurare un “doppio binario” fra concessioni, giustificato dalla sussistenza o meno della scarsità della risorsa naturale disponibile, presupposto per l’applicazione della direttiva Bolkestein. Questo potrebbe portare a una situazione di ulteriore incertezza per gli operatori del settore balneare.
Come si sta muovendo il governo italiano in merito a questa questione?
Purtroppo, ci sono state diverse iniziative del governo in carica che sembrano essere inutili tentativi di sottrarre gli operatori del settore balneare alla normativa comunitaria. Tuttavia, la mancata attuazione della delega non consente di applicare compiutamente i principi e i criteri previsti, e quindi, l’effetto determinato del recente milleproroghe è la necessità per le amministrazioni obbligate all’indizione delle gare di applicare nuovamente la datata disciplina del codice della navigazione e, quindi, una situazione deteriore per gli operatori del settore.
Quali sarebbero, secondo lei, le soluzioni possibili per garantire la tutela degli operatori del settore balneare?
Innanzitutto, è necessario che il Governo prenda atto della situazione attuale e si attivi per l’emanazione del decreto legislativo sugli affidamenti delle concessioni balneari, dando attuazione ai principi e ai criteri previsti dalla legge-delega in applicazione delle indicazioni del Consiglio di Stato.
In secondo luogo, è importante che le amministrazioni competenti rispettino le normative vigenti e mettano a gara le concessioni, come previsto dalla sentenza del Consiglio di Stato del 1° marzo.
Vedo difficile la ricerca di una soluzione condivisa con la Commissione Europea per garantire la tutela degli operatori del settore balneare, senza violare le normative comunitarie.
Grazie avvocato Barzazi, per le sue interessanti riflessioni su questa importante questione. Speriamo che si possano trovare soluzioni efficaci per tutelare gli operatori del settore balneare.
Avvocato Barzazi: Grazie a voi per l’invito. Anche io spero che si possa trovare una soluzione soddisfacente per tutti gli interessati.




















