Siamo tutti entusiasti dei cambiamenti positivi che l’IA sta apportando alle nostre vite, ma allo stesso tempo apprensivi per i possibili rischi che questa nuova tecnologia può comportare, ora e in futuro.
È diventata la “hype” del momento e si è già integrata in quasi tutte le nostre attività quotidiane, spesso senza che ce ne rendiamo conto, al punto che probabilmente non riusciremmo più a vivere senza il suo aiuto. La grande qualità che l’IA ha introdotto in tutte le attività è la vicinanza della tecnologia agli esseri umani, facilitando enormemente la nostra capacità di comunicare e interagire con i computer.
Il Diritto è una scienza umana in cui il linguaggio orale e scritto sono di fondamentale importanza per l’espressione delle idee e degli argomenti, e l’IA rappresenta un’enorme assistenza ma anche un cambiamento radicale per gli avvocati che devono adattarsi a questa tecnologia. Essendo ancora una tecnologia in fase di sviluppo (ChatGPT è stato lanciato a novembre 2022), possiamo solo immaginare l’impatto che avrà in futuro.
Attualmente, c’è una corsa allo sviluppo di strumenti e applicazioni che utilizzano l’IA per velocizzare il lavoro degli avvocati e la grande domanda che si pongono negli studi legali è: Qual è il livello di coinvolgimento che dovremmo avere con l’IA, come dovremmo integrarla e quanto dovremmo investire in questa tecnologia?
Per rispondere a questa domanda in modo razionale, senza lasciarsi troppo entusiasmare e prendere decisioni affrettate, dobbiamo pianificare attentamente questo processo di adozione (come dovrebbe essere sempre fatto per ogni decisione strategica che coinvolga investimenti finanziari e umani).
In questo processo di pianificazione, dobbiamo considerare e cercare di definire alcuni punti fondamentali:
- Qual è il problema che il tuo studio vuole risolvere o quali sono quelli più urgenti? Sono tutti risolvibili con l’IA?
Ricordiamoci sempre che gli strumenti di IA sono potentissimi, ma si applicano a determinati tipi di problemi, non a tutti. Si parla molto (giustamente) di utilizzare l’IA per aumentare la produttività e l’efficienza del lavoro degli avvocati, ma il tuo studio ha già gli strumenti necessari per gestire questo eventuale incremento?
Alcuni esempi: Il tuo studio utilizza il timesheet per tutte le questioni (indipendentemente dal fatto che vengano addebitate a ore o meno)? Questo timesheet è revisionato e corretto dal responsabile del settore o dipartimento? Il tuo studio ha controlli dei costi diretti, indiretti e fissi allocati per dipartimenti o team?
Se il tuo studio non ha ancora implementato questi strumenti e controlli affidabili, allora ci sono altri investimenti che dovrebbero essere fatti prima dell’IA (o almeno parallelamente ad essa). - Il tuo studio è pronto per l’adozione dell’IA? Qual è la qualità delle informazioni che possiedi?
Perché i risultati ottenuti da applicazioni/sistemi di IA siano affidabili, cioè che le risposte presentate siano corrette, queste applicazioni devono fare le loro ricerche e presentare soluzioni basate su informazioni complete, corrette e organizzate. Questo significa che bisogna indicare chiaramente ai sistemi quali sono le “basi di dati o informazioni” da utilizzare e queste devono essere adeguatamente “igienizzate”.
Esempi: Il tuo studio è sicuro che TUTTI i documenti creati internamente (contratti, petizioni, ricorsi) siano in un unico posto? Seguono tutti la stessa standardizzazione? Dove sono archiviate le leggi, le giurisprudenze, le decisioni, ecc.?
Ancora una volta, la stessa osservazione fatta in precedenza: Prima dell’IA, il tuo studio deve assicurarsi che “le informazioni siano organizzate e pulite”. Ricorda sempre che computer e sistemi sono processori come i ventilatori in una stanza; l’aroma che si trova dietro di essi (sia buono che cattivo) verrà diffuso per la stanza. Informazioni disorganizzate portano a decisioni errate! - Quali sono i criteri corretti per la creazione delle soluzioni in IA?
Ogni sistema di IA richiede la sua progettazione, creazione, addestramento e infine la sua verifica prima di entrare effettivamente in funzione per essere affidabile. Per ottenere risposte soddisfacenti, è necessario un coinvolgimento attivo dei professionisti del settore (gli avvocati) che forniscono i criteri corretti per la creazione di queste soluzioni. - Sviluppare internamente o acquistare pronto?
Questa è una delle domande più importanti in termini di costi e tempi per l’adozione di tali soluzioni. Facendo un confronto molto semplice e poco approfondito, sappiamo tutti che un abito su misura, realizzato da un sarto, risulta avere una migliore “vestibilità”, ma richiede tempo per essere realizzato e costa di più. Acquistare un abito pronto costa molto meno, la consegna è quasi immediata, ma essendo basato su misure standardizzate, necessita di adattamenti per adattarsi a quella persona specifica. - Hai il personale adeguato?
Sviluppare internamente sistemi di IA richiede solitamente molto tempo e professionisti specializzati (che normalmente gli studi legali non hanno), rendendo la soluzione più costosa. La mia domanda è: Ne vale davvero la pena? Ho i miei dubbi.
Poiché si tratta di una tecnologia nuova e in rapida evoluzione, non credo che gli studi legali dovrebbero seguire questa strada (tranne quelli grandi che hanno budget consistenti e richiedono soluzioni molto specifiche). - Il tuo ambiente è pronto per i cambiamenti?
L’implementazione di applicazioni o sistemi di IA rappresenta una sfida molto più grande rispetto ad altri cambiamenti introdotti in passato, poiché rappresenta una modifica concettuale e non solo un adattamento comportamentale a nuove attrezzature o processi (come avvenne decenni fa con il passaggio dalla macchina da scrivere ai computer e ai word processor). Come ogni cambiamento, l’impatto maggiore si osserva nelle generazioni più anziane, che tendono a incontrare maggiori difficoltà di adattamento per abitudini, costumi e conservatorismo. L’implementazione di sistemi o applicazioni che utilizzano l’IA richiederà un grande sforzo di formazione, consapevolezza e motivazione per l’adozione piena da parte del team. - Quale sarà l’impatto interno?
Attualmente, vi è un intenso dibattito sugli impatti dell’IA in tutte le professioni e nel settore legale questo aspetto non è diverso. Apparentemente (ancora da confermare), l’IA avrà un impatto significativo alla base della piramide, cioè nelle categorie più “junior” che svolgono attività di ricerca e creazione di documenti di base, che poi le categorie più “senior” esaminano, verificano e completano con la loro conoscenza ed esperienza per la stesura finale. - Qual è la disponibilità di investimento del tuo studio?
Gli studi legali hanno un’equazione finanziaria relativamente semplice, dove il profitto è il risultato di una semplice somma, ovvero il profitto è uguale al fatturato meno i costi (diretti, indiretti e fissi). In ultima analisi, il profitto rappresenta la remunerazione dei soci e, di conseguenza, qualsiasi decisione di investimento in questo tipo di attività incide direttamente sui profitti distribuiti ai soci, rendendo questa decisione molto più difficile.
Conclusione
Come già discusso in altre occasioni, sappiamo che il mercato dei servizi legali è sempre più esigente e selettivo. Dall’altra parte, l’offerta di servizi legali di qualità è sempre più ampia, aumentando la concorrenza e costringendo gli studi legali a concentrarsi sempre più su produttività ed efficienza senza compromettere la qualità. Entrambi gli aspetti impongono agli studi la ricerca di soluzioni a questa sfida, e l’IA è probabilmente la migliore opzione al momento. Pertanto, la decisione attuale e futura non è se investire in IA, ma quanto investire in questa tecnologia e adottarla il prima possibile.
Considerando tutte le osservazioni precedenti, ogni studio legale dovrebbe analizzare razionalmente il proprio mix attuale di sfide, definire una strategia di investimento coerente con la propria strategia aziendale e cercare di investire il massimo possibile nell’IA, anche se ciò comporta un leggero sacrificio nella remunerazione dei soci. “Chi semina, raccoglie!“
José Paulo Graciotti è un consulente, autore del libro “Strategic Governance for Law Firms”, (tradotto in diverse lingue e disponibile anche nell’edizione italiana dal titolo “La Governance Strategica degli Studi Legali” Cedam, fundadtore di GRACIOTTI Consulting, membro di ILTA – International Legal Technology Association e ALA – Association of Legal Administrators. Da oltre 35 anni opera nel mondo dei servizi legali, sia come fondatore che con incarichi di alto livello dirigenziale.






















