È online il volume “Generazioni Professionali a confronto. Riflessioni organizzative per gli studi professionali tratte dal progetto Veneto”, la sintesi di un percorso di approfondimento di 1 anno che ha visto in 10 convegni oltre 30 avvocati e commercialisti del Triveneto interrogarsi sul tema dell’organizzazione e del passaggio generazionale negli studi professionali. Ne scopriamo un’anticipazione con gli avvocati Riccardo Rocca e Filippo Lemmo dello studio padovano Wise che, assieme al prof. avv. Gianluca Secchiero, hanno curato il capitolo “La scelta e la gestione dei praticanti. Aspetti giuridici ed operativi”.
Si tratta di un tema di stringente attualità: ogni giorno anche nel Triveneto compaiono nuovi annunci da parte di Studi Tax&Legal in cerca di praticanti. Un segnale inequivocabile che la vasta offerta da parte degli Studi supera di gran lunga l’interesse dei giovani, sempre meno attratti dalle dinamiche dominus/praticante.
Nel volume avete approfondito l’aspetto della selezione e gestione dei tirocinanti. Come effettuare la “scelta giusta” secondo la vostra esperienza?
Abbiamo esaminato ed approfondito i principali passaggi dell’intera procedura, dalla selezione della risorsa, alla gestione del rapporto di collaborazione, all’inserimento in pianta stabile nell’organigramma di studio. L’obiettivo del contributo, ambizioso ma quanto mai attuale, consiste nel delineare delle best practices da seguire per rendere l’intero processo una procedura c.d. win win, che permetta sia la valorizzazione del giovane collaboratore mediante un percorso altamente professionalizzante, sia di implementare nel medio-lungo termine la qualità dello studio, mediante l’inserimento di una risorsa in grado di apportare un tangibile valore aggiunto. Il taglio del contributo è dichiaratamente pratico – applicativo, in quanto rivolto ad una platea di avvocati e/o professionisti che già conoscono le norme ma che desiderano attingere dall’esperienza di realtà professionali strutturate (associazioni professionali e/o società di professionisti) al fine di assimilare procedure e modelli comportamentali da implementare nella propria struttura.
Quali sono i rischi da evitare, quando si inseriscono nuove figure in fase di formazione come i tirocinanti?
Come più volte dichiarato nel contributo, il fine primario che si è inteso perseguire consiste nell’evitare che l’inserimento del collaboratore si tramuti nel medio periodo in un investimento a perdere, circostanza che si verifica in particolare in due scenari: (i) quando la risorsa non disponga delle attitudini idonee alla crescita professionale all’interno (ed in base ai parametri) della struttura, e non vi siano delle procedure che ne consentano una tempestiva rilevazione (ii) quando la risorsa, pur disponendo delle attitudini e delle capacità per apportare valore aggiunto, decida di abbandonare lo studio perché non riconosce un chiaro percorso professionalizzante “cucito su misura”.
A quale tipologia di Studi vi rivolgete?
Le procedure esplicate configurano dunque un valido contributo per ogni realtà professionale che miri ad un percorso di crescita interna nel medio – lungo periodo fondato sul reperimento e successiva valorizzazione di giovani collaboratori. In un periodo storico in cui le facoltà “professionalizzanti” accusano un drastico calo di iscrizioni, l’offerta di percorsi qualificati in realtà strutturate costituisce un ausilio per attirare i migliori studenti verso un percorso stimolante e capace di offrire importanti soddisfazioni.
“Generazioni Professionali a confronto. Riflessioni organizzative per gli studi professionali tratte dal progetto Veneto” è un’iniziativa di Confprofessioni Veneto-Proservizi-Unione Giovani Dottori Commercialisti Esperti Contabili di Vicenza e Venezia, con la collaborazione dell’ Università di Verona, del Gruppo Giovani di Confindustria Veneto. Il volume edito da FrancoAngeli è “open access” a questo link: https://ojs.francoangeli.it/_omp/index.php/oa/catalog/book/724






















