Impresa, organizzazione e colpa: ripensare la responsabilità penale nell’età dei sistemi complessi

C’è un punto in cui l’organizzazione smette di essere un semplice contenitore di processi e decisioni e diventa essa stessa soggetto di colpa. Proprio su questo confine — sottile, ma decisivo per comprendere le responsabilità dell’impresa contemporanea — si concentra il convegno “Organizzazioni e responsabilità penale: (le) relazioni pericolose? Una riflessione a partire da due recenti volumi”, in programma venerdì 28 novembre 2025, dalle 9 alle 18, nella storica Sala delle Edicole di Palazzo del Capitanio, all’Università degli Studi di Padova.

A presiedere i lavori sarà la prof.ssa Gaetana Morgante, docente della Scuola Superiore Sant’Anna di Pisa e tra le voci più autorevoli del diritto penale dell’economia. Attorno a lei si svilupperà un’intera giornata di analisi e confronto tra accademici, magistrati e operatori istituzionali, chiamati a discutere come si costruisce — e come si attribuisce — la responsabilità dentro e oltre le strutture organizzative.

Il percorso scientifico è stato definito e coordinato dal prof. avv. Riccardo Borsari, del Dipartimento di Scienze Politiche, Giuridiche e Studi Internazionali dell’Università di Padova, in collaborazione con l’Ordine degli Avvocati e con l’Ordine dei Dottori Commercialisti e degli Esperti Contabili di Padova. Una sinergia che restituisce la natura interdisciplinare del tema: la responsabilità penale dell’ente non è solo una questione giuridica, ma un fenomeno organizzativo, culturale e gestionale.


Mattina – Costruire (e smontare) il capro espiatorio

La sessione antimeridiana prende le mosse da una questione centrale: come si individua il colpevole quando un sistema complesso genera un errore?

Il prof. Maurizio Catino (Università Milano-Bicocca) aprirà le relazioni affrontando l’“eziologia della devianza nelle organizzazioni”. Seguirà il prof. Roberto Bartoli (Università di Firenze), che analizzerà la figura del capro espiatorio dall’interno e dall’esterno dell’ente, fino a trasformarlo in soggetto giuridico autonomo.

Il prof. Antonio Parbonetti (Università di Padova) approfondirà il rapporto tra comportamento individuale e struttura organizzativa, interrogando il fragile equilibrio tra colpa personale e responsabilità dell’ente.

Dopo la pausa, il prof. Federico Consulich (Università di Torino) sposterà l’attenzione sulla Pubblica Amministrazione e sul rimprovero organizzativo, seguito dal prof. Francesco D’Alessandro (Università Cattolica del Sacro Cuore), che esaminerà il rapporto tra colpa penale e colpa dell’organizzazione. La sessione si chiuderà con l’intervento del dott. Eugenio Fusco, Procuratore Aggiunto presso la Procura della Repubblica di Milano, dedicato all’ipotesi — oggi al centro del dibattito — di un possibile “dolo” dell’ente.


Pomeriggio – Benessere lavorativo, controlli e nuove forme di prevenzione

La sessione pomeridiana allargherà il perimetro della riflessione, mettendo al centro il benessere lavorativo e il ruolo sussidiario del diritto penale nella gestione del rischio.

La prof.ssa Francesca Curi (Università di Bologna) discuterà la “colpevolezza responsiva” dell’ente, mentre il col. Alberto Franceschin, Comandante Provinciale della Guardia di Finanza di Padova, porterà la prospettiva operativa delle attività di controllo nelle aziende sottoposte a misure giudiziarie.

Il tema della premialità nel sistema 231 sarà affrontato dal prof. Giuseppe Amarelli (Università di Napoli Federico II). A seguire, il prof. Andrea Francesco Tripodi (Università di Macerata) esaminerà le forme di prevenzione “senza Modello”, interrogando la sostenibilità di sistemi di compliance non codificati.

 

Il prof. Giovanni Meruzzi (Università di Verona) approfondirà il ruolo del diritto societario nella corporate compliance, mentre il prof. Francesco Mucciarelli (Università Bocconi) chiuderà la giornata con un interrogativo che attraversa l’intero convegno: quale spazio ha davvero il diritto penale nell’impresa contemporanea e nei suoi sistemi di controllo?

Author: Massimo Casagrande